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Fantasmi del passato si muovono tra queste mura. Tornare qui è come tornare in un posto dove il tempo si è fermato. Tutto è rimasto come lo conoscevo da bambina e così come lo conoscevano anche i miei genitori, cresciuti in questa terra, la Sicilia. Mi chiedo cosa sarebbe stato della mia vita se avessero deciso di non emigrare. Improvvisamente tutti i ricordi delle estati precedenti si sovrappongono, affollano la mente e lasciano un silenzio assordante.

Tredici è un inserviente che ogni giorno pulisce le celle di ibernazione del laboratorio di criogenesi in Corea del sud. Una sera, solo e davanti ad una cella vuota, decide di ibernarsi.

Ricordi della mia bella Sicilia, dell’estate e della mia infanzia, ma soprattutto di Natalino: il camioncino dei gelati e delle granite.

Una città immaginaria sulla linea delle Città Invisibili di Italo Calvino. Gli abitanti di Amàurea nascono ogni mattina e muoiono ogni notte.

Il tormento delle anime perdute
Parlano tra loro ma non dicono niente, si muovono ma non vanno da nessuna parte. Il tempo scorre e loro lo subiscono. Un giorno è un anno, un anno è dieci, dieci è una vita. Vecchie ancor prima del tempo, anime spente, ingrigite dalla routine, fantasmi di un luogo che occupano soltanto.

Per uno studente universitario la sessione esami è un periodo nefasto, in cui l’università si trasforma in un mostro orrorifico alla Stephen King. Un mostro che si nutre delle sue più profonde paure.