My Voice, My Choice

All’anniversario della Legge 194/78 dello scorso 22 maggio, sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, dobbiamo ancora manifestare contro un Governo che anziché migliorare una legge obsoleta che non tutela sufficientemente le donne, smantella a poco a poco i diritti sulla nostra salute.

Il 25 maggio siamo sces* in piazza a Torino per manifestare contro l’ingresso delle associazioni antiabortiste nei consultori.

Il 23 aprile, infatti, in Senato è passato l’emendamento al Decreto Legge 19/2024, che prevede e rafforza l’accesso delle associazioni antiabortiste nei consultori, inserendoli nella ripartizione dei fondi del PNRR, venendo persino ammonita dalla commissione Europea sull’uso improprio di questi fondi che: “non hanno alcun legame con il PNRR”.

Ricordiamo che il Parlamento europeo l’11 aprile ha votato a favore dell’inserimento del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, affermando che: “ognuno ha il diritto all’autonomia decisionale sul proprio corpo, all’accesso libero all’aborto sicuro e legale”.

E qui in Italia che si fa? Cercano di farci tornare nel Medioevo.

I luoghi della sanità, come i consultori, dovrebbero essere luoghi laici e soprattutto luoghi dove trovare MEDICI e non volontari di associazioni che cercano di dissuadere una persona dal praticare un proprio DIRITTO sancito dalla legge e, dunque, una propria LIBERA SCELTA.

Ogni donna, persona trans o non binaria che si reca in un consultorio non dovrebbe trovare volontari, senza alcuna qualifica, che si intromettono nella sua privacy e nella sua cartella clinica.

E lo urlo a gran voce: FUORI LE ASSOCIAZIONI ANTIABORTISTE DAI CONSULTORI! Difendiamo i diritti conquistati che vengono messi in discussione e pretendiamone di nuovi.

Mi sembra folle dover lottare per un diritto che stanno compromettendo. Anziché fare passi in avanti come la Francia, che inserisce il diritto di aborto in Costituzione, qui in Italia diamo soldi ad associazioni di stampo cattolico per farci violenza psicologica.

In Polonia, l’aborto è illegale ed è inaccettabile che molte donne muoiano per questo. Qui in Italia ci sono ospedali che hanno una percentuale dell’ 80% e a in alcuni casi del 100% di obiettori di coscienza. Donne che devono farsi anche 300 chilometri per trovare un ospedale che consenta loro di abortire (utile è la mappatura degli obiettori fatta da Obiezione Respinta alla quale si può contribuire, qui il link https://obiezionerespinta.info/).

La legge n. 34/1996 e anche il recente DM n. 77/2022 prevedono 1 consultorio ogni 20.000 abitanti, mentre ormai a livello nazionale siamo arrivati a 1 consultorio ogni 45.000/75.000 abitanti e molte delle offerte plurispecialistiche (accompagnamento alla gravidanza, al postparto e alla menopausa, l’aborto farmacologico, la contraccezione, la prevenzione, lo spazio giovani) vengono disattese ovunque.

My Voice, My Choise è la petizione da presentare all’Unione Europea per un aborto libero e sicuro in TUTTA Europa.

Diffondi e firma la petizione qui: https://www.myvoice-mychoice.org/it

Foto scattate durante la mobilitazione nazionale del 25/05/2024 organizzata a Torino da Non Una di Meno.

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